Consulta il Rapporto pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità sullo "Stato di salute della popolazione residente nei Comuni già sedi di impianti nucleari: analisi della mortalità, stima dei casi attesi e rassegna degli altri studi epidemologici"
Sicurezza nucleare: vanno chiariti gli aspetti che riguardano la salute pubblica
Consulta il Rapporto pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità sullo "Stato di salute della popolazione residente nei Comuni già sedi di impianti nucleari: analisi della mortalità, stima dei casi attesi e rassegna degli altri studi epidemologici"
Sul deposito delle scorie nucleari decisioni condivise con i territori
di Gian Luca Galletti - Ministro dell’ambiente
Martedì in Sardegna sono stato avvicinato da esponenti di movimenti che protestavano contro l’eventualità che il deposito nazionale delle scorie nucleari potesse essere individuato in Sardegna.
A loro ho detto ciò che vado ripetendo in questi giorni in tutta Italia e cioè che non e' stata scelta ancora alcuna area per il deposito. Una decisione del genere non può essere assunta “nelle segrete stanze” e imposta d’imperio ai territori e alle comunità.
E’ stata a suo tempo definita una procedura per la individuazione del sito attraverso un iter trasparente e aperto al massimo coinvolgimento di cittadini e istituzioni locali. Quella procedura è stata avviata e sta andando avanti ma siamo ancora molto lontani dal momento in cui si parlerà in concreto dei siti che potrebbero potenzialmente ospitare le scorie.
In questo momento sono in corso le valutazioni tecniche dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, sulla Carta Nazionale redatta da Sogin che individua le aree potenzialmente idonee (alcune decine dislocate in varie regioni italiane) seguendo i criteri dettati dalle linee guida dell’Ispra, che agisce quale Autorità per la sicurezza nucleare nazionale. Il testo, con le valutazioni dei due ministeri, verrà poi trasmesso nuovamente a Sogin, che, dopo averlo adeguato alle prescrizioni dei ministeri, lo renderà pubblico.
A quel punto tutti gli italiani conosceranno quali sono i siti che secondo valutazioni tecnico-scientifiche sarebbero potenzialmente idonei ad ospitare in sicurezza il deposito, come accade peraltro in tutti i paesi europei. Si avvierà quindi una fase di consultazione pubblica della durata di quattro mesi, cui prenderanno parte le regioni e gli enti locali interessati, i rappresentanti dei cittadini e la comunità scientifica.
Al termine di questa fase (orientativamente all’inizio del 2016) sarà individuata una rosa ristretta di realtà locali tra quelle che, rispondendo ai criteri tecnici previsti, avranno proposto la loro candidatura.
Si prevede quindi che possano esserci territori, fra quelli potenzialmente idonei che si propongano e che fra questi venga effettuata la scelta.
Solo nel caso in cui non si dovesse registrare il necessario consenso su un luogo verrà istituito un comitato interministeriale che, nel rispetto delle osservazioni tecniche e del confronto con le realtà territoriali, sarà chiamato a individuare la zona idonea.
L’obiettivo è quindi chiaramente quello di una scelta condivisa a valle di un percorso trasparente d’intesa con le realtà locali interessate. Questo è ciò che gli italiani si aspettano, questo è il programma del Governo.
Martedì in Sardegna sono stato avvicinato da esponenti di movimenti che protestavano contro l’eventualità che il deposito nazionale delle scorie nucleari potesse essere individuato in Sardegna.
A loro ho detto ciò che vado ripetendo in questi giorni in tutta Italia e cioè che non e' stata scelta ancora alcuna area per il deposito. Una decisione del genere non può essere assunta “nelle segrete stanze” e imposta d’imperio ai territori e alle comunità.
E’ stata a suo tempo definita una procedura per la individuazione del sito attraverso un iter trasparente e aperto al massimo coinvolgimento di cittadini e istituzioni locali. Quella procedura è stata avviata e sta andando avanti ma siamo ancora molto lontani dal momento in cui si parlerà in concreto dei siti che potrebbero potenzialmente ospitare le scorie.
In questo momento sono in corso le valutazioni tecniche dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, sulla Carta Nazionale redatta da Sogin che individua le aree potenzialmente idonee (alcune decine dislocate in varie regioni italiane) seguendo i criteri dettati dalle linee guida dell’Ispra, che agisce quale Autorità per la sicurezza nucleare nazionale. Il testo, con le valutazioni dei due ministeri, verrà poi trasmesso nuovamente a Sogin, che, dopo averlo adeguato alle prescrizioni dei ministeri, lo renderà pubblico.
A quel punto tutti gli italiani conosceranno quali sono i siti che secondo valutazioni tecnico-scientifiche sarebbero potenzialmente idonei ad ospitare in sicurezza il deposito, come accade peraltro in tutti i paesi europei. Si avvierà quindi una fase di consultazione pubblica della durata di quattro mesi, cui prenderanno parte le regioni e gli enti locali interessati, i rappresentanti dei cittadini e la comunità scientifica.
Al termine di questa fase (orientativamente all’inizio del 2016) sarà individuata una rosa ristretta di realtà locali tra quelle che, rispondendo ai criteri tecnici previsti, avranno proposto la loro candidatura.
Si prevede quindi che possano esserci territori, fra quelli potenzialmente idonei che si propongano e che fra questi venga effettuata la scelta.
Solo nel caso in cui non si dovesse registrare il necessario consenso su un luogo verrà istituito un comitato interministeriale che, nel rispetto delle osservazioni tecniche e del confronto con le realtà territoriali, sarà chiamato a individuare la zona idonea.
L’obiettivo è quindi chiaramente quello di una scelta condivisa a valle di un percorso trasparente d’intesa con le realtà locali interessate. Questo è ciò che gli italiani si aspettano, questo è il programma del Governo.
Nucleare: Ministeri sviluppo-ambiente, su deposito nessuna scelta già fatta, procedura trasparente e aperta a cittadini
Comunicato congiunto Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Ambiente
Non è stata scelta ancora alcuna area per il deposito delle scorie nucleari. La procedura per definire il luogo che dovrà ospitarlo segue fin dal suo avvio un iter trasparente e aperto al massimo coinvolgimento di cittadini e istituzioni locali.
In questo momento sono in corso le valutazioni tecniche dei ministeri competenti, Ambiente e Sviluppo, sulla Carta Nazionale (CNAPI) redatta da Sogin che individua le aree potenzialmente idonee, nell’ordine di alcune decine dislocate in varie regioni italiane, seguendo i criteri dettati dalle linee guida dell’Ispra, che agisce quale Autorità per la sicurezza nucleare nazionale. Il testo verrà trasmesso nuovamente a Sogin, che lo renderà pubblico nel tempo necessario ad adeguarlo alle prescrizioni dei dicasteri.
Seguirà una fase di consultazione pubblica della durata di quattro mesi, cui prenderanno parte le regioni e gli enti locali interessati, i rappresentanti dei cittadini e la comunità scientifica.
È previsto per settembre-ottobre di quest’anno il Seminario nazionale indetto da Sogin e la conseguente redazione della Carta delle aree idonee (CNAI), in cui è individuata una rosa ristretta di realtà locali tra quelle che, rispondendo ai criteri tecnici previsti, avranno proposto la loro candidatura.
Il testo verrà trasmesso entro i successivi novanta giorni al Ministero dello Sviluppo per l’approvazione finale dell’area di destinazione dei rifiuti nucleari, che avverrà di concerto con il ministero dell’Ambiente e acquisito il parere dell’Ispra. Solo nel caso in cui non si dovesse registrare il necessario consenso su un luogo verrà istituito un comitato interministeriale che, nel rispetto delle osservazioni tecniche e del confronto con le realtà territoriali, sarà chiamato a individuare la zona idonea.
Non può esistere dunque allo stato attuale alcuna decisione presa in merito al comune in cui sorgerà il deposito nazionale di scorie
nucleari: c’è piuttosto un percorso con tempi e responsabilità certe che ha come presupposto irrinunciabile la piena partecipazione delle comunità locali nell’individuazione del sito.
Lo scrivono in una nota congiunta il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente.
In questo momento sono in corso le valutazioni tecniche dei ministeri competenti, Ambiente e Sviluppo, sulla Carta Nazionale (CNAPI) redatta da Sogin che individua le aree potenzialmente idonee, nell’ordine di alcune decine dislocate in varie regioni italiane, seguendo i criteri dettati dalle linee guida dell’Ispra, che agisce quale Autorità per la sicurezza nucleare nazionale. Il testo verrà trasmesso nuovamente a Sogin, che lo renderà pubblico nel tempo necessario ad adeguarlo alle prescrizioni dei dicasteri.
Seguirà una fase di consultazione pubblica della durata di quattro mesi, cui prenderanno parte le regioni e gli enti locali interessati, i rappresentanti dei cittadini e la comunità scientifica.
È previsto per settembre-ottobre di quest’anno il Seminario nazionale indetto da Sogin e la conseguente redazione della Carta delle aree idonee (CNAI), in cui è individuata una rosa ristretta di realtà locali tra quelle che, rispondendo ai criteri tecnici previsti, avranno proposto la loro candidatura.
Il testo verrà trasmesso entro i successivi novanta giorni al Ministero dello Sviluppo per l’approvazione finale dell’area di destinazione dei rifiuti nucleari, che avverrà di concerto con il ministero dell’Ambiente e acquisito il parere dell’Ispra. Solo nel caso in cui non si dovesse registrare il necessario consenso su un luogo verrà istituito un comitato interministeriale che, nel rispetto delle osservazioni tecniche e del confronto con le realtà territoriali, sarà chiamato a individuare la zona idonea.
Non può esistere dunque allo stato attuale alcuna decisione presa in merito al comune in cui sorgerà il deposito nazionale di scorie
nucleari: c’è piuttosto un percorso con tempi e responsabilità certe che ha come presupposto irrinunciabile la piena partecipazione delle comunità locali nell’individuazione del sito.
Lo scrivono in una nota congiunta il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente.
Le agenzie stampa sul deposito dei rifiuti nucleari del 3 marzo 2015
NUCLEARE. MINISTERI: NULLA DI DECISO SU DEPOSITO, SITI IN AUTUNNO -2-
(DIRE) Roma, 3 apr. - Il testo "verra' trasmesso entro i successivi novanta giorni al ministero dello Sviluppo per l'approvazione finale dell'area di destinazione dei rifiuti nucleari, che avverra' di concerto con il ministero dell'Ambiente e acquisito il parere dell'Ispra. Solo nel caso in cui non si dovesse registrare il necessario consenso su un luogo verra' istituito un comitato interministeriale che, nel rispetto delle osservazioni tecniche e del confronto con le realta' territoriali, sara' chiamato a individuare la zona idonea", prosegue la nota congiunta del ministero dello Sviluppo economico e dell'Ambiente. Quindi, "non puo' esistere allo stato attuale alcuna decisione presa in merito al comune in cui sorgera' il deposito nazionale di scorie nucleari: c'e' piuttosto un percorso con tempi e responsabilita' certe che ha come presupposto irrinunciabile la piena partecipazione delle comunita' locali nell'individuazione del sito". (Com/Set/ Dire) 13:44 03-04-15 NNNN
NUCLEARE: REALACCI, PER DEPOSITO NAZIONALE SERVE DIBATTITO TRASPARENTE /FOCUS (2) =
(AdnKronos) - La Carta delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), ad ospitare il deposito, elaborata dalla Sogin, dopo la convalida dell'Ispra, è nelle mani dei ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente che a breve dovranno dare l'ok alla pubblicazione. La struttura dovrà essere pronta nel 2024. Le procedure per la localizzazione del sito idoneo prevedono consultazioni pubbliche, avvisi sui quotidiani, coinvolgimento degli enti locali, manifestazioni di interesse spontanee. Ma c'è il rischio che, mancando un'intesa, si arrivi a una forzatura? "Il rischio che sia difficile localizzarlo c'è, ma il rischio è tanto minore quanto più le procedure saranno trasparenti e affidabili - dice Realacci - Quindi il fatto che ci sia adesso un documento della Sogin che viene esaminato dall'Ispra è una precondizione. Dopodiché è necessario che ci sia un dibattito trasparente, bisogna anche avere coscienza del fatto che una parte di questi rifiuti hanno una pericolosità molto relativa. A volte si confondono le lastre radiologiche con rifiuti ad alta attività mentre una parte di questi rifiuti sono assolutamente gestibili e non sono più pericolosi di tanti scarti industriali molto più problematici". Quindi "saranno necessarie competenza, trasparenza, credibilità delle istituzioni che sono chiamate a fare una scelta". (Rof/AdnKronos) 03-APR-15 13:32 NNNN
NUCLEARE: BARTOLOMEI, GOVERNO INDIETRO SU ISIN E PROGRAMMA NAZIONALE/ FOCUS =
Roma, 3 apr. - (AdnKronos) - In tema di rifiuti radioattivi il governo è in ritardo su passaggi importanti quali la costituzione dell'Isin, la nuova autorità per la sicurezza nucleare, e il programma nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi ''che doveva essere approvato entro il 31 dicembre 2014''. Lo afferma all'Adnkronos, Paolo Bartolomei dell'Osservatorio Chiusura Ciclo nucleare. Al momento ''stiamo parlando del deposito per i rifiuti a bassa e media attività ma bisogna decidere anche dove mettere quelli ad alta attività che tra poco rientreranno dalla Francia e dall'Inghilterra''. Secondo Bartolomei, "non c'è scritto da nessuna parte che gli standard di sicurezza che vanno bene per i rifiuti a bassa e media attività vanno bene anche per quelli ad alta attività''. In questo campo ''si va avanti per consuetudine ormai da 20 anni". In merito alla nuova classificazione dei rifiuti radioattivi prevista dal dlgs n. 45, che il ministero dell'Ambiente ha affidato a Ispra, secondo Bartolomei "si rischia di ingenerare ulteriore confusione nel settore: l'attuale classificazione è infatti molto chiara dal punto di vista operativo, mentre l'introduzione di livelli di rifiuti intermedi, quali previsti dalla bozza di Ispra, può autorizzare logiche gestionali diverse e meno sicure''. Il dlgs n.45 contempla poi anche l'emanazione di un provvedimento del ministero dello Sviluppo che fissi la soglia di attività al di sotto della quale un materiale non è più considerato radioattivo: ''Per questo aspetto sono evidenti le competenze del ministero della Salute, intimamente legato com'è alla valutazione degli effetti di micro dosi di radiazione protratte su tempi estremamente lunghi. La discussione scientifica non è ancora pervenuta a conclusioni univoche e condivise". Per Bartolomei intervenire su questi temi con dei decreti ministeriali, che sono per loro natura limitati e parziali, non sembra la scelta migliore; al contrario si deve sviluppare un'ampia e trasparente discussione ''come avviene abitualmente nei paesi europei 'normali' ''. (Ler/AdnKronos) 03-APR-15 13:32 NNNN
NUCLEARE: ASPETTANDO IL DEPOSITO NAZIONALE/ FOCUS =
Roma, 3 apr. - (AdnKronos) - Da tempo ormai si parla del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Tutti sanno che è necessario e che prima o poi si farà. Ma dove non è dato ancora sapere. La Carta delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) elaborata dalla Sogin, c'è e adesso, dopo la convalida dell'Ispra, è nelle mani dei ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente che tra meno di un mese dovranno dare l'ok alla pubblicazione. Una cosa però è certa: la struttura, come previsto dalla legge, sarà pronta nel 2024. La pubblicazione della carta e quella contestuale del progetto preliminare apriranno una fase di consultazione pubblica e di condivisione, che culminerà in un seminario nazionale, dove saranno invitati a partecipare tutti i soggetti coinvolti ed interessati, che potranno esprimere le loro osservazioni e trasmetterle al ministero dello Sviluppo Economico e/o a Sogin. La storia. Il decreto legislativo n. 31 del 2010 modificato dal decreto legislativo n. 45 del 2014 ha affidato a Sogin il compito di localizzare, progettare e realizzare il deposito nazionale e parco tecnologico. Il deposito nazionale è un'infrastruttura ambientale di superficie dove mettere in totale sicurezza tutti i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, compresi quelli generati dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca. (segue) (Ler/AdnKronos) 03-APR-15 13:31 NNNN
NUCLEARE: MISE E AMBIENTE, NESSUNA SCELTA GIA' FATTA PER DEPOSITO SCORIE
procedura aperta a cittadini (AdnKronos) - "Non è stata scelta ancora alcuna area per il deposito delle scorie nucleari. La procedura per definire il luogo che dovrà ospitarlo segue fin dal suo avvio un iter trasparente e aperto al massimo coinvolgimento di cittadini e istituzioni locali". E' quanto si legge in una nota congiunta del ministero dello Sviluppo Economico e del ministero dell'Ambiente. In questo momento, rilevano i due ministeri, "sono in corso le valutazioni tecniche dei ministeri competenti, Ambiente e Sviluppo, sulla Carta Nazionale (Cnapi) redatta da Sogin che individua le aree potenzialmente idonee, nell'ordine di alcune decine dislocate in varie regioni italiane, seguendo i criteri dettati dalle linee guida dell'Ispra, che agisce quale Autorità per la sicurezza nucleare nazionale. Il testo verrà trasmesso nuovamente a Sogin, che lo renderà pubblico nel tempo necessario ad adeguarlo alle prescrizioni dei dicasteri". Poi, rilevano i due ministeri, "seguirà una fase di consultazione pubblica della durata di quattro mesi, cui prenderanno parte le regioni e gli enti locali interessati, i rappresentanti dei cittadini e la comunità scientifica". (segue) (Eca/AdnKronos) 03-APR-15 13:23 NNNN
Notizie correlate
Salute: la mortalità per la tiroide è superiore nelle aree vicini ai centri nucleari.
Articolo di Margherita De Bac pubblicato dal Corriere.it
Non è nel
complesso allarmante il primo rapporto sullo stato di salute della
popolazione che risiede nei Comuni con impianti nucleari. Il lavoro
commissionato all’ Istituto Superiore di Sanità dal ministero della
Salute è stato consegnato lo scorso febbraio alla Conferenza Stato Città
ed è a disposizione delle amministrazioni locali che ne avevano fatto
richiesta. Le conclusioni inducono ad un prudente ottimismo. C’è una
sola zona d’ombra. La mortalità per tumore della tiroide, uno di quelli
oggetto dell’indagine, risulta nell’insieme delle 9 aree analizzate
superiore alle medie regionali. Il suggerimento dei tecnici è di non
lasciar cadere la sorveglianza e di approfondire la situazione.
Le radiazioni
Secondo
gli esperti del gruppo di lavoro dell’Istituto «sono stati osservati in
diversi Comuni eccessi di mortalità per alcune patologie che possono
essere legati alla esposizione a radiazioni ionizzanti. In compenso, si
rilevano anche difetti di mortalità che è inferiore rispetto ai valori
medi regionali». E ancora: «Gli eccessi di mortalità non possono essere
direttamente attribuibili, se non in piccola parte, all’esposizione a
dosi di radiazioni rilasciate dagli impianti in quanto queste dosi
avrebbero potuto essere prodotte solo da un continuo e rilevante
funzionamento anomalo». Infine si danno indicazioni per eventuali
ulteriori analisi. Nel caso fossero realizzati nuovi impianti, incluso
il deposito nazionale di rifiuti radioattivi, i tecnici raccomandano di
programmare fin dall’inizio un adeguato sistema di monitoraggio dello
stato di salute della popolazione.
Lo studio
Lo
studio nasce su iniziativa dell’associazione dei Comuni sedi di
impianti nucleari, incluse quattro centrali non più operative: Bosco
Marengo (Alessandria), Caorso (Piacenza), Ispra (Varese), Latina,
Rotondella (Matera), Saluggia (Vercelli), Sessa Aurunca (Caserta), Trino
Vercellese e Roma Casaccia (zona fino a 3 chilometri dall’impianto
Enea). Prima di questo non esistevano studi sul nucleare a livello
nazionale. I dati si limitavano a alcuni singoli impianti. Nel documento
viene riportata la rassegna degli altri studi epidemiologici effettuati
in Italia e all’estero. Nel complesso quindi non sono stati rilevati
eccessi di mortalità generalizzati per l’insieme dei 24 tumori
associabili, in base alla letteratura scientifica, a radiazioni
ionizzanti. L’unica anomalia significativa riguarda appunto la tiroide.
E’ ancora prematuro però fare deduzioni. Se i livelli di esposizione
alle radiazioni fossero quelli ufficiali, non ci dovrebbero essere casi
di decessi attribuibili ai raggi. Se dovessero essere creati nuovi
impianti o depositi di rifiuti radioattivi, insiste il gruppo di lavoro,
andrebbe fatta una valutazione migliore dal punto di vista metodologico
(sorveglianza sanitaria e ambientale, registro tumori, conoscenza dei
livelli di esposizione dei singoli individui).
Le centrali
L’attività delle 4 centrali italiane (Trino Vercellese, Caorso, Borgo Sabotino nel Comune di Latina e del Garagliano, vicino Sessa Aurunca) è stata bloccata tra l’97 e il 90, dopo il primo referendum sul nucleare. Lo stop alla produzione di energia elettrica non equivale però alla fine della possibile emissione di radioattività perché esistono barre di combustibile non spente.Nucleare: Guidi, minimo 4 anni e mezzo per ok deposito rifiuti
15:31 ROMA (MF-DJ)--"Il tempo stimato per arrivare all'autorizzazione" del
deposito per lo smaltimento dei rifiuti nucleari "e' circa quattro anni e
mezzo dalla definizione delle caratteristiche delle aree potenzialmente
idonee, al netto di possibili ricorsi e ritardi".
Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, nel
corso di un'audizione presso la Commissione d'inchiesta sui ciclo dei
rifiuti, precisando che "dove si andra' a localizzare il deposito vi
saranno investimenti molto qualificati per un ammontare di 2,5 miliardi e
si creeranno importanti attivita' di ricerca e di formazione".
"La pubblicazione della Carta dei siti aprira' una fase di consultazione
pubblica e di condivisione, che culminera' in un Seminario nazionale, al
quale saranno invitati a partecipare tutti i soggetti coinvolti ed
interessati", ha ricordato Guidi. "Piu' in dettaglio, sulla proposta Sogin
si sviluppera' un'ampia consultazione pubblica via Internet e con avvisi
sui maggiori quotidiani nazionali affinche' le Regioni, gli Enti locali
nonche' i soggetti portatori di interesse qualificati possano formulare
osservazioni e proposte tecniche", ha precisato.
"L'esito della consultazione condurra' a una versione aggiornata della
Carta dei siti che, con il parere dell'organismo di sicurezza, sara'
approvata dai Ministeri competenti (Ministero dello sviluppo economico di
concerto con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e
del mare e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) - ha
spiegato il ministro -. Seguira' una procedura per l'acquisizione di
possibili manifestazioni di interesse aperta a Regioni ed enti locali. In
assenza di manifestazioni spontanee, saranno attivati dei comitati
interistituzionali misti Stato-Regioni, come forma ulteriore di
sollecitazione alla leale collaborazione, e sara' ricercata l'intesa della
Conferenza Unificata Stato-Regioni".
"In caso di mancato raggiungimento delle intese sui singoli siti, la
decisione sara' assunta con deliberazione motivata del Consiglio dei
ministri, integrato con la partecipazione di ciascun presidente di Regione
interessato", ha concluso.
gug/liv
(fine)
MF-DJ NEWS
3115:30 mar 2015
Bratti (Ecomafie): “servono figure competenti e di specchiata moralità a guida dell’ispettorati nucleare. i cittadini devono avere fiducia”
Il ministro dello sviluppo economico
Federica Guidi ha illustrato oggi alla commissione parlamentare
d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dall’onorevole Alessandro Bratti, lo stato di attuazione del complesso programma per la gestione futura delle scorie radioattive.
Il ministro ha esposto i dettagli della strategia nazionale per la
gestione sicura dei rifiuti nucleari, che prevede, tra l’altro,
l’individuazione del deposito unico. Il responsabile del dicastero
dello sviluppo economico ha assicurato la commissione che i rapporti tra
Italia e Francia per l’invio del combustibile irraggiato sono ripresi e
che il governo prevede di terminare il trasferimento entro il 2016.
Il ministro Federica Guidi ha quindi informato la commissione che la nomina del direttore dell’Ispettorato per la sicurezza nucleare, Antonio Agostini, è attualmente all’attenzione del Consiglio dei ministri, che a breve si esprimerà.
Su quest’ultimo punto il presidente della commissione onorevole Alessandro Bratti ha chiesto al rappresentante del governo di valutare attentamente la decisione: “La delicatezza dell’attuale fase di programmazione della gestione futura dei rifiuti nucleari – ha dichiarato Bratti alla fine dell’audizione - merita una particolare attenzione sulla nomina dei vertici dell’Ispettorato per la sicurezza nucleare (ISIN). E’ necessario che i cittadini abbiano piena fiducia in questo organismo e che il governo individui, conseguentemente, figure di vertice di alta competenza e specchiata moralità”.
Il ministro Federica Guidi ha quindi informato la commissione che la nomina del direttore dell’Ispettorato per la sicurezza nucleare, Antonio Agostini, è attualmente all’attenzione del Consiglio dei ministri, che a breve si esprimerà.
Su quest’ultimo punto il presidente della commissione onorevole Alessandro Bratti ha chiesto al rappresentante del governo di valutare attentamente la decisione: “La delicatezza dell’attuale fase di programmazione della gestione futura dei rifiuti nucleari – ha dichiarato Bratti alla fine dell’audizione - merita una particolare attenzione sulla nomina dei vertici dell’Ispettorato per la sicurezza nucleare (ISIN). E’ necessario che i cittadini abbiano piena fiducia in questo organismo e che il governo individui, conseguentemente, figure di vertice di alta competenza e specchiata moralità”.
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