Deposito nazionale rifiuti radioattivi: consegnata dall'ISPRA la relazione su CNAPI

Comunicato Ispra.

Il 3 marzo 2015, l’ISPRA ha consegnato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero dello Sviluppo Economico la relazione prevista dal D.Lgs n. 31/2010 sulla proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) alla localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, trasmessa dalla SO.G.I.N. S.p.A. all’Istituto stesso lo scorso 2 gennaio. Ciò ai fini dei successivi adempimenti previsti dal medesimo D.Lgs per pervenire all’approvazione della Carta.
La relazione ISPRA, considerata la classificazione di riservatezza attribuita dalla SO.G.I.N. alla proposta di CNAPI, è stata analogamente classificata e sarà tale, conformemente alle vigenti disposizioni, sino alla pubblicazione della CNAPI da parte della SO.G.I.N

M5S, preoccupati da ritardo notizie su deposito scorie nucleari

Pubblicato da Ansa Ambiente &Energia

Problemi tecnici o attesa delle elezioni Regionali?

  "Il governo non si smentisce mai e ancora una volta risponde senza chiarezza sulla costruzione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Sono passati i 60 giorni previsti dalla legge, ma ancora nessuna notizia sul passaggio ai ministeri competenti dei documenti per validare le aree idonee ad ospitare il Deposito e il Parco Tecnologico. Chi stanno aspettando?". A dirlo è il senatore 5 Stelle Gianni Girotto, commentando la risposta giudicata insufficiente del sottosegretario del Ministero dell'Ambiente Barbara Degani, tenuta questa mattina nella Commissione ambiente del Senato.

"Come sarà costruito, con quali caratteristiche? L'opinione pubblica attende una risposta a queste domande. Ma soprattutto perché questo ulteriore ritardo, da che cosa dipende? Sono semplici domande alle quali il sottosegretario non ha ancora risposto. Proviamo dunque noi a suggerire quali potrebbero essere gli ostacoli - dice Girotto -. Due sono le risposte possibili: o ci sono impedimenti tecnici (difficoltà nell'individuazione delle aree, mancata nomina del direttore dell'Isin, complicazioni nella classificazione dei rifiuti radioattivi, problemi interni alla governance di Sogin), oppure qualcuno si è messo in attesa dei risultati delle urne delle prossime elezioni Regionali. Renzi sa bene che la partita è delicata e che la spazzatura atomica fa paura a tutti. Ma una soluzione non è più rinviabile, perché il costo dell'inerzia della politica lo stanno pagando i cittadini nella bolletta elettrica. E il rischio per la salute è alto".

Il senatore pentastellato ricorda, infatti, che gli oneri nucleari ricoprono una voce specifica della tariffa in bolletta, che ogni anno costa circa 300 milioni di euro, "soldi che gli utenti pagano per coprire l'inefficienza di una classe dirigente che rimanda la questione da anni". "Senza contare - conclude - che ad oggi l'ISPRA non ha ancora reso pubblici i parametri per la classificazione delle scorie nucleari, col risultato che non si sa quale tipo di deposito verrà costruito. Ovvero che tipo di spazzatura radioattiva verrà smaltita e come".

 

 

Fukushima: 4 anni dopo la catastrofe continua


Sono trascorsi 4 lunghi anni da quando abbiamo appreso dell'incidente nucleare di Fukushina. Per capire cosa sia accaduto vogliamo proporvi un servizio di Tg Sky e il comunicato di Grenpeace Italia.

Da entrambi i documenti il racconto ci mostra chiaramente quanto è pericoloso il nucleare. Ma non solo. A tutti quei profeti che vogliono convincerci che ormai abbiamo le tecnologie e la conoscenza per risolvere ogni problema sarebbe opportuno mandarli in Giappone per farli intervenire sul campo. Ricordiamo che il problema non è nazionale ma planetario come mostra l'immagine.

Altro problema è il controllo e l'informazione. Anche in un incidente come Fukushima sono state omesse numerose informazioni che potevano essere utili per la tutela della salute dell'umanità.

Probabilmente dei nuclearisti non ci si può fidare.

Nucleare, dopo 30 anni cambiano le regole. “A scriverle sono gli industriali”

Dal Fatto Quotidiano.it

Ispra ha messo a punto la bozza che raddoppia da tre a sei le tipologie di rifiuti secondo intensità e decadenza. Allarme dei fisici ambientalisti: "Si rischia di conferire le impurità nella categoria sbagliata". Polemica sul mancato coinvolgimento dell'Istituto superiore di sanità: "La bozza? Inviata solo agli operatori del settore"

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Nucleare, bonifica Sellafield sempre più cara

Pubblicato da Staffetta Quotidiana

Il conto della bonifica del sito nucleare di Sellafield, in Inghilterra, è aumentato di 53 miliardi di dollari rispetto alle previsioni, cioè di oltre il 10%. Questo secondo quanto riportato dal National Audit Office (Nao), l'ente preposto al controllo della spesa pubblica per conto del parlamento inglese. Il report, pubblicato lo scorso giovedì, ha registrato una serie di incrementi dei costi durante lo svolgimento dei lavori e ritardi rispetto alla tabella di marcia prefissata.
Il ministero per l'Energia e i Cambiamenti climatici ha consegnato il controllo di Sellafield, il più grande deposito di scorie nucleari in Europa orientale, al Nuclear Decommissioning Authority (Nda), l'organismo statale responsabile della bonifica nucleare del Regno Unito.
Commentando il rapporto del Nao, Margaret Hodge, capo della commissione per i Conti pubblici del parlamento, ha duramente criticato la gestione della Nda e i lavori svolti dal consorzio che si è aggiudicato il contratto di bonifica, il Nuclear Management Partners (Nmp). Nonostante le polemiche, il contratto della Nmp, stipulato per 17 anni al prezzo di 30 milioni di dollari all'anno, ha avuto una proroga di cinque anni nel 2013. Del consorzio fanno parte tra gli altri la compagnia energetica francese Areva e l'inglese Amec, oltre al gruppo ingegneristico URS.
In risposta al report dello scorso giovedì, la Nda ha detto che l'aumento dei costi previsti è principalmente dovuto all'attuale "consapevolezza della portata e della natura dei rischi e delle sfide che riguardano il sito".
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Nucleare: M5S, Sogin un affare a rischio appalti e salute dei cittadini

Pubblicato da www.parlamento5stelle.it

Roma 2 mar. “Sulla sicurezza nucleare non si scherza, in particolare quando si mette a rischio la salute dei cittadini. Il Governo Renzi smetta di giocare e ci dica una volta per tutte qual è l'intenzione sulla gestione dei lasciti nucleari” lo sostengono i parlamentari m5s delle commissioni Ambiente e Industria di Camera e Senato.
“Le indiscrezioni di stampa sull'ipotesi di un ennesimo commissariamento di Sogin ci riportano anni indietro, ad una gestione finita in mano a poche persone che hanno fatto della messa in sicurezza nucleare un vero affare a discapito della salute e delle tasche dei cittadini – si legge in una nota dei pentastellati -. In particolare, si potrebbe verificare un accentramento di potere nelle mani di chi potrebbe gestire gli affidamenti degli appalti in deroga alle normative ordinarie in un quadro regolatorio tra l'altro non ancora completato” precisano.
“Il commissariamento di Sogin potrebbe compromettere anche la governance e il funzionale svolgimento dell'attività dei cronoprogrammi di smantellamento degli impianti che attualmente riportano già un eccessivo ritardo - proseguono i parlamentari -. A tali timori si aggiunga che deve essere ancora reso operativo l'Ispettorato per la sicurezza nucleare, il controllore di Sogin, che si è incartato con la nomina a direttore Agostini, un uomo di apparato che non ha i requisiti e le competenze richieste dalla legge”.
“Il M5S attende numerose risposte alle interrogazioni presentate in parlamento per chiarire aspetti importanti che riguardano Sogin e la gestione dei rifiuti nucleari, sia sullo smantellamento dei centri che sulla procedura per la realizzazione del deposito nazionale" precisano i 5 stelle.
“Se ci sono aspetti torbidi e ingiusti sulla gestione di Sogin riteniamo sia corretto farli emergere. Vanno individuate le responsabilità di chi ha abusato del proprio incarico rispetto alle regole e nel caso ci fossero elementi concreti di colpe è giusto che si intervenga con urgenza alla rimozione del responsabile con la sostituzione di nuove figure professionali di competenza - concludono i parlamentari -. Diversamente, il commissariamento appare inopportuno se non per mantenere una gestione ristretta dell'affare del secolo: quello della sicurezza nucleare”.

Sicurezza nucleare: "secoli di scorie" il servizio su TV7 - Rai 1


Dal servizio emergono molti aspetti reali sullo stato attuale dello smantellamento dei centri nucleari italiani. Circa il 95% delle scorie nucleari italiane è al nord, nei siti Piemontesi, ubicati in posti pericolosi. Molti altri sono i siti presenti in Italia. Dalle immagini è possibile vedere anche i lavori attuali nel centro della Trisaia di Rotondella (MT) che Sogin stà realizzando per la messa in sicurezza della "fossa irreversibile". Si tratta di un monoblocco di cemento precedentemente interrato che va sezionato e incapsulato in contenitori in accaio e custoditi nel deposito nazionale.

Occhi puntati anche sul deposito Cemerad nel comune di Statte a (TA)

Nel servizio è presente anche l'intervento di ScanZiamo le Scorie nel quale è stato ribadito che "fino a quando non sarà terminata la messa in sicurezza del centro Trisaia di Rotondella (MT) e il combustibile americano non verrà rimpatriato, come ScanZiamo le Scorie non siamo disponibili ad alcun dialogo che possa riguardare ipotesi di ubicazione di deposito nazionali di scorie ne a Scanzano ne in Basilicata."